PSICOACUSTICA & MUSICOTERAPIA

PSICOACUSTICA & MUSICOTERAPIA

“Non c’è sistema di organi nel corpo che non sia influenzato dal suono e dalle vibrazioni.”
Doctor Mitchell Gaynor (Strang Cancer Prevention Institute – NY NY USA)

 

È una tecnica innovativa e complementare ai trattamenti medici, nell’ambito delle neuroscienze, dove si utilizzano stimoli acustici per ottenere effetti benefici, per combattere l’ansia, la depressione e lo stress.

 

La persona viene distesa su un lettino e gli viene fatta indossare una speciale cuffia per ascoltare una sequenza audio composta da white noise e suoni binaurali con onde gamma (> 30 Hz), beta (30-13 Hz), alpha (14-7 Hz), theta (7-4 Hz) e delta (4-0,5 Hz).
Questo intervento può essere eseguito subito dopo le sedute di rTMS (stimolazione magnetica transcranica ripetitiva) con buoni risultati per quanto riguarda la gestione di sintomi e disagi psichici.

 

Il suono è un’esperienza fisica che può attivare il sistema emozionale. Teorizzato all’inizio del 1800 e scientificamente provato nell’articolo del 1973 “I battiti uditivi nel cervello“, il campo della medicina psicoacustica esamina come il suono influenzi l’umore, l’apprendimento, il sonno e persino i processi di guarigione.
Il linguaggio interno del nostro cervello si basa su delle onde a diversa frequenza. Quando ci sentiamo in attività o iper vigili siamo in uno stato cosidetto “beta” ad alta frequenza e quando ci sentiamo rilassati o sognanti siamo in uno stato “alfa” a bassa frequenza.

 

Poiché il nostro cervello ha una tendenza naturale a spostare la sua frequenza verso il suono che sta ascoltando, la terapia del suono si concentra sull’ascolto di suoni a frequenza più bassa che hanno dimostrato di stimolare la produzione di serotonina e sostanze neurochimiche associate al rilassamento, alla creatività e allo stimolo delle capacità di guarigione.

Fonte: https://bodha.com/journal/psycho-acoustic-medicine

Computer-Aided Psychoacoustic Oriented Therapy

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Jameelah M. Young ADMI
2015, March 19–22, 2015, Atlanta, GA, USA.

“La psicoacustica opera con un’approccio interdisciplinare (tecnico, musicale, medico, psicologico ed educativo) e studia le risposte umane ai suoni per trarne indicazioni diagnostiche e terapeutiche. E’ un campo professionale emergente che può trovare molte applicazioni benefiche. Un’utilizzo sempre più diffuso di questa disciplina è anche la musicoterapia.

Si ritiene infatti che il suono abbia la capacità di aiutare le persone a migliorare le proprie condizioni di salute si da un punto di vista fisico, emotivo e sociale. Ad oggi, con l’aiuto di avanzate risorse informatiche e dell’intelligenza artificiale, è possibile utilizzare sistemi da mettere a disposizione dei professionisti della salute al fine di contribuire ad un miglioramento dei processi terapeutici nell’ambito delle neuroscienze e della cura delle persone in difficoltà.”

Music therapy for depression

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Sonja A et al.
Cochrane Database of Systematic Reviews Review 16 November 2017

“I risultati della presente meta-analisi indicano che la musicoterapia fornisce effetti benefici a breve termine per le persone con depressione. La musicoterapia aggiunta all’usuale trattamento sembra migliorare i sintomi depressivi rispetto al solo trattamento usuale. Inoltre, la musicoterapia più l’usuale trattamento non è associata a più eventi avversi rispetto al solo trattamento usuale.

La musicoterapia mostra anche efficacia nel ridurre i livelli di ansia e nel migliorare il funzionamento degli individui depressi.”

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29144545/

Ventral tegmental area dopaminergic action in music therapy for post-traumatic stress disorder: A literature review

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Meng Ning et al.
10 ottobre 2022 – pubmed.Gov

“Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) è una sequela debilitante di straordinarie sofferenze traumatiche che minacciano la salute personale e attenuano drammaticamente la qualità della vita del paziente. L’aumento delle linee di evidenza suggerisce che i disturbi funzionali nel sistema dopaminergico dell’area tegmentale ventrale (VTA) contribuiscono sostanzialmente alla sintomatologia del disturbo da stress post-traumatico. In particolare, è stato dimostrato che la musicoterapia migliora notevolmente i sintomi del disturbo da stress post-traumatico.

In questa revisione della letteratura, ci siamo concentrati sul fatto che la musica abbia migliorato i sintomi del disturbo da stress post-traumatico, sulla base dell’azione dopaminergica VTA, inclusi gli effetti della musica sull’espressione genica correlata alla dopamina (DA), la promozione del rilascio e del metabolismo di DA e l’attivazione delle attività funzionali VTA.

In conclusione, la musicoterapia è un approccio efficace per l’intervento PTSD, in cui il sistema dopaminergico VTA può ricoprire una posizione importante.”

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36300072/

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Underlying Music Mechanisms Influencing the Neurology of Pain: An Integrative Model

Joanne Loewy
29 settembre 2022 – pubmed.gov

“Il dolore è spesso debilitante ed è associato a molte patologie, sia come causa che come conseguenza. Gli interventi farmacologici, come gli oppioidi, per gestire il dolore possono portare a potenziali problemi, come la dipendenza. Quando il dolore è controllato e gestito, può prevenire esiti negativi associati alla malattia. La musica è un’opzione a basso costo che si mostra promettente nella gestione di circostanze dolorose.

 

La musicoterapia ha fornito potenti opzioni per alleviare il dolore in una varietà di fasce di età e popolazioni. Come alternativa non farmacologica o complemento privo di effetti collaterali, gli interventi musicali stanno crescendo nell’applicazione clinica e nei protocolli di ricerca.”

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36291251/

Effect of Music Therapy as a Non-Pharmacological Measure Applied to Alzheimer’s Disease Patients: A Systematic Review

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E Begoña García-Navarro et al.
20 ottobre 2022 – pubmed.gov

“L’obiettivo di questa ricerca era quello di conoscere gli effetti della musica come intervento terapeutico non farmacologico applicato alla malattia di Alzheimer. A tal fine, abbiamo valutato i risultati relativi alla sintomatologia e al carico del caregiver. Metodi: questa revisione sistematica ha seguito i criteri PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses). 

Risultati: Abbiamo trovato una relazione tra l’applicazione della musicoterapia nei pazienti con malattia di Alzheimer e un miglioramento per quanto riguarda la sintomatologia, poiché ha attenuato l’andamento della malattia. L’uso della musicoterapia nei malati di Alzheimer ha anche portato a una diminuzione del carico dei caregiver e ad un aumento del loro benessere. Conclusioni: I nostri risultati hanno mostrato i benefici della musicoterapia, in quanto ha migliorato sia la sintomatologia dei pazienti che il carico degli operatori sanitari.”

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36278769/

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Effectiveness of music therapy in children with autism spectrum disorder: A systematic review and meta-analysis

Xiaohua Ke et al.
6 ottobre 2022 – pubmed.gov

“L’obiettivo di questo studio era di indagare l’efficacia della musicoterapia (MT) nei bambini con disturbo dello spettro autistico (ASD) attraverso una meta-analisi che ha valutato in modo completo i dati di tutte le ricerche ammissibili in questo campo.

Conclusione: la MT può migliorare le abilità sociali nei bambini con ASD; tuttavia, non sembra esserci consenso sulla persistenza dei suoi effetti. Questi risultati possono informare la pratica clinica. Promuovere l’uso della MT nei bambini con ASD e migliorarne i sintomi sono gli obiettivi finali.”

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36276324/

Music therapy for depression

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Sonja A et al.
Cochrane Database of Systematic Reviews Review 16 November 2017

“I risultati della presente meta-analisi indicano che la musicoterapia fornisce effetti benefici a breve termine per le persone con depressione. La musicoterapia aggiunta all’usuale trattamento sembra migliorare i sintomi depressivi rispetto al solo trattamento usuale. Inoltre, la musicoterapia più l’usuale trattamento non è associata a più eventi avversi rispetto al solo trattamento usuale.

La musicoterapia mostra anche efficacia nel ridurre i livelli di ansia e nel migliorare il funzionamento degli individui depressi.”

Fonte: https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD004517.pub3/full

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The effect of neurologic music therapy in patients with cerebral palsy: A systematic narrative review

Seoyon Yang et al.
Settembre 2022 – pubmed.gov

Contesto: la paralisi cerebrale (PC) è una delle cause più comuni di disabilità nei bambini. È caratterizzato da compromissione della funzione motoria e della coordinazione e difficoltà nello svolgere le attività della vita quotidiana. Ricerche precedenti supportano l’efficacia della musicoterapia neurologica (NMT) nel migliorare la funzione motoria, la cognizione e il benessere emotivo nei pazienti con vari disturbi neurologici. Tuttavia, il beneficio della NMT nei pazienti con CP non è stato ancora studiato a fondo. Lo scopo di questa revisione era di indagare il potenziale effetto delle tecniche di riabilitazione motoria NMT per i pazienti. Dopo la ricerca, sono stati identificati 4.117 articoli utilizzando i termini di ricerca. 

Conclusioni: varie tecniche di NMT portano effetti benefici per miglioramenti motori grossolani e fini nei pazienti con PC. Le tecniche NMT, come RAS, TIMP e PSE, possono essere una potenziale strategia riabilitativa alternativa per migliorare le capacità motorie grossolane e fini per i pazienti con PC.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36176557/

The Effect of Music-Based Intervention on General Cognitive and Executive Functions, and Episodic Memory in People with Mild Cognitive Impairment and Dementia: A Systematic Review and Meta-Analysis of Recent Randomized Controlled Trials

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Erika Ito et al.
Agosto 2022 – pubmed.gov

“Contesto: l’intervento basato sulla musica è stato utilizzato come trattamento non farmacologico di prima linea per migliorare la funzione cognitiva per le persone con decadimento cognitivo lieve (MCI) o demenza nella pratica clinica. Tuttavia, le prove relative all’effetto dell’intervento basato sulla musica sulla funzione cognitiva generale e sui sottodomini delle funzioni cognitive in questi individui sono scarse.

Obiettivo: valutare l’efficacia degli interventi basati sulla musica su un’ampia gamma di funzioni cognitive nelle persone con MCI o demenza.

Metodo: Abbiamo cercato l’effetto di varie musicoterapie utilizzando studi randomizzati controllati sulla funzione cognitiva utilizzando diversi database. Sono stati combinati studi basati su qualsiasi tipo di demenza o MCI. Gli effetti dell’intervento basato sulla musica su ciascuna funzione cognitiva sono stati raggruppati dalla meta-analisi.

Risultati: Sono stati inclusi un totale di 19 studi che hanno coinvolto n = 1024 partecipanti (età media compresa tra 60 e 87 anni). Abbiamo riscontrato miglioramenti statisticamente significativi nell’MMSE (funzione cognitiva generale), nella batteria di valutazione frontale (funzione esecutiva) e nel test di apprendimento verbale uditivo (memoria episodica).

Conclusioni: questo studio fornisce prove positive a sostegno degli interventi basati sulla musica per il miglioramento di un’ampia gamma di funzioni cognitive negli anziani con MCI e demenza. Pertanto, raccomandiamo un maggiore uso della musica nelle case delle persone, negli asili nido e nelle case di cura. Questo studio è stato registrato con PROSPERO, numero 250383.”

Fonte: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36011119/